Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, si è rivolto direttamente al premier Silvio Berlusconi per sbloccare i fondi già stanziati per la realizzazione della rete internet veloce, ma anche per la reindustrializzazione di alcune aree messe in ginocchio dalla crisi, che potrebbero consentire di creare e difendere 60mila posti di lavoro.Le richieste sono state elencate in un appunto che riporta altre priorità anti-crisi e che Scajola ha consegnato personalmente al presidente del Consiglio nel corso dell’ultima riunione del Cipe.
Ci sono i 95 milioni per la realizzazione delle zone franche urbane (45 milioni sono per l’Abruzzo), 150 milioni per il trasferimento di funzioni da Invitalia all’Istituto per lo sviluppo Agroalimentare e 150 milioni per la riconversione di aree industriali in crisi: da Portovesme in Sardegna a Piombino, da Fidenza ad Ascoli Piceno, fino alla ex Fornace Scarca in Umbria.
Cinque sono le realtà coinvolte dagli interventi: l’area ex Cip e carbonchimica di Fidenza (4.400 posti lavoro), l’area umbra della ex Fornace Scarca (300 posti per livelli di alta e media professionalità per la cosiddetta green economy), Piombino (1.200 lavoratori), la Sgl Carbon di Ascoli Piceno (430) e Portovesme in Sardegna (1.600).SACCONI – Il governo si appresta a definire nuove misure, non solo per la protezione del reddito, ma anche per promuovere forme di accompagnamento verso attività lavorative e formative.
E con questo scenario di fondo – conclude la nota dell’Ecofin di Bruxelles – il Consiglio esorta i Paesi membri a concentrare la loro attenzione su strategie orientate alla sostenibilità nei loro prossimi programma di stabilità e convergenza.L’Italia, per quanto ci interessa, avrà tempo fino al 2012 per riportare il deficit entro la soglia del 3 per cento del Pil stabilito dal Patto di stabilità.
Fonte:
http://www.avanti.it/index.php/tempo-reale/93-l-avanti-in-edicola/7128-banda-larga-opportunita-da-non-perdere-carlo-pareto.html