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La guida è stata realizzata da (Associazione Italiana Malati di Cancro), ISS e Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, in collaborazione con le Società scientifiche, può essere consultabile on line e sarà presto disponibile anche in versione cartacea.

E’ stata presentata durante il Convegno ‘Parlare con i malati di cancro’, svoltosi il 4 novembre presso l’Istituto Superiore di Sanità alla presenza del Viceministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Prof.

Garaci – “contiene 20.000 indirizzi utili in tutta Italia consultabili on line, divisi per Regione e tipologia di struttura: ospedali, associazioni di volontariato, organizzazioni no profit per sapere a chi rivolgersi per diagnosi, trattamenti terapeutici, sostegno psicologico, riabilitazione e assistenza.

Fazio, continuando che “ora l’impegno è proprio quello di certificare, come Ministero, questo motore di ricerca, in modo da poter dare un valore aggiunto e presentare il prossimo anno una guida con le stellette”.

Fonte:
http://www.farmacia.it/cgi-bin/dbnews/dnrun.cgi?newsid=rdm8383

Barak Obama parla alla tv Usa in un messaggio da ‘quasi presidente’ e qui al Festival si applaude ‘yes we can’, Si può fare, la commedia di Giulio Manfredonia scritta con garbo e divertimento da Fabio Bonifacci (Notturno bus, Lezioni di cioccolato). La storia naturalmente non c’entra niente con le presidenziali americane e punta su un’esperienza tutta italiana (di cui andare finalmente orgogliosi). Ambientata a Milano negli anni Ottanta, racconta di una cooperativa di ‘matti’ in libertà dopo le ‘porte aperte’ della legge Basaglia. Chiusi i manicomi molti si sono organizzati in questo modo. Però c’erano psichiatri vecchio stampo (nel film Giorgio Colangeli) che utilizzavano ancora massicciamente i farmaci. E nuovi (fugace apparizione di Giuseppe Battiston) che tentavano di farne a meno. A dirigere la cooperativa in questione (ispirata alla Coop Noncello di Pordenone) arriva il sindacalista Claudio Bisio, digiuno di Basaglia ma con un approccio nuovo rispetto ai pazienti. Innanzitutto, siccome è loro socio li tratta da colleghi: «Tra lo yuppismo della Milano da bere e l’arroccamento di certa sinistra, lui trova una terza via per arrivare al mercato, portandoci dentro l’aspetto umano e il disagio» spiega lo sceneggiatore. In poche parole, motivati nel modo giusto, superando un ostacolo dopo l’altro, i matti mettono su con successo un’attività di montaggio del parquet. Non è la liberatoria evasione di Qualcuno volò sul nido del cuculo ma l’effetto è simile.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80471

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LE STORIE – Articolo – ilGiornale.it del 08-09-2008

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Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288951

Accogliere ed evangelizzare. Anche per la Chiesa cattolica l’immigrazione di massa è una sfida epocale. L’Arcidiocesi di Milano ha risposto con le «cappellanìe etniche». Per assistere gli stranieri che cristiani lo sono già, o per annunciare il Vangelo agli altri.
La Cappellania generale dei Migranti ci sta lavorando da dodici anni. All’inizio si trattava soprattutto di accoglienza e di cura delle povertà. E di un vero e proprio «assalto» alle parrocchie. Oggi sono 23 le strutture pastorali etniche presenti e attive in città, 40 i sacerdoti stranieri, 20 curano queste «parrocchie speciali», gli altri sono in città per studiare, e prestano la loro opera. Si celebra in dodici lingue, c’è un grandissimo fermento. La comunità peruviana ha appena costituito una sua «Hermandad», una confraternita, come non ce ne sono quasi più.
Si accolgono i sacerdoti inviati dalle comunità cristiane straniere, e quando mancano Curia e Propaganda Fide chiamano i giovani con le migliori caratteristiche per condurre quest’opera di apostolato in strade, periferie, quartieri ad alta densità di immigrati. Ma la Curia è attentissima al rispetto delle altre confessioni religiose: «Non si tratta di proselitismo, si accompagnano nella fede persone che sono già cristiane nei Paesi d’origine, e se qualcuno si avvicina alla nostra fede siamo lì.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287296

Un vero istituto di credito, ma clandestino, per soli cinesi. È quanto hanno scoperto nel luglio del 2005 i militari della Guardia di Finanza. Un’agenzia dalle molteplici attività: si occupava non solo di operazioni bancarie ma anche di trasferimenti di capitali e di concessione dei mutui. Tutto perfettamente funzionante. E il giro di affari che registrava la banca del Dragone è quasi da non credere: 40 milioni di euro.Le Fiamme Gialle, durante un blitz, ha chiuso il super-sportello di Chinatown e ha sequestrato libretti di deposito e titoli. Tra le accuse: l’esercizio abusivo della mediazione creditizia, l’attività bancaria abusiva e l’omesso controllo in atti bancari e finanziari.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280209

Il Vigorelli sarà il palazzetto della città, e potrà essere dato in gestione a un soggetto privato insieme al Palasharp, con un unico bando da 11 milioni di euro. La conferma del progetto, e l’annuncio della soluzione tecnico-amministrativa, li ha dati ieri l’assessore allo Sport, Giovanni Terzi, in commissione Sport a palazzo Marino. «Il Vigorelli – spiega Terzi – sarà il palazzetto dello Sport della città, una struttura avanzata, di terza generazione, dedicata solo allo sport, a tutti gli sport minori, il Palasharp sarà dedicato alle manifestazioni. Sarà un sistema che riproduce nel nord della città quello rappresentato a sud da DatchForum e Teatro della Luna». Il bando sarà «a fine anno», dice Terzi, e con questo il Vigorelli passerà da MilanoSport alla concessione e gestione ad un privato, «forse una Associazione d’imprese», insieme con il Palasharp. Gli 11 milioni di euro stanziati dal Comune per il progetto di rilancio delle due strutture sono quelli «previsti dagli oneri di urbanizzazione di Citylife».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276690