Barak Obama parla alla tv Usa in un messaggio da ‘quasi presidente’ e qui al Festival si applaude ‘yes we can’, Si può fare, la commedia di Giulio Manfredonia scritta con garbo e divertimento da Fabio Bonifacci (Notturno bus, Lezioni di cioccolato). La storia naturalmente non c’entra niente con le presidenziali americane e punta su un’esperienza tutta italiana (di cui andare finalmente orgogliosi). Ambientata a Milano negli anni Ottanta, racconta di una cooperativa di ‘matti’ in libertà dopo le ‘porte aperte’ della legge Basaglia. Chiusi i manicomi molti si sono organizzati in questo modo. Però c’erano psichiatri vecchio stampo (nel film Giorgio Colangeli) che utilizzavano ancora massicciamente i farmaci. E nuovi (fugace apparizione di Giuseppe Battiston) che tentavano di farne a meno. A dirigere la cooperativa in questione (ispirata alla Coop Noncello di Pordenone) arriva il sindacalista Claudio Bisio, digiuno di Basaglia ma con un approccio nuovo rispetto ai pazienti. Innanzitutto, siccome è loro socio li tratta da colleghi: «Tra lo yuppismo della Milano da bere e l’arroccamento di certa sinistra, lui trova una terza via per arrivare al mercato, portandoci dentro l’aspetto umano e il disagio» spiega lo sceneggiatore. In poche parole, motivati nel modo giusto, superando un ostacolo dopo l’altro, i matti mettono su con successo un’attività di montaggio del parquet. Non è la liberatoria evasione di Qualcuno volò sul nido del cuculo ma l’effetto è simile.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80471