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MilanoJulio Cruz l’ha fatto ancora. Entra, sta lì qualche minuto sulle ginocchia, sembra sempre che gli manchino le forze per reggersi, poi all’improvviso decide la partita. Con il Lecce, 24 settembre, segna l’1-0 finale sette minuti dopo il suo ingresso, con l’Anorthosis fa il 3-3 quando era in campo da una ventina di minuti, ieri ha atteso il primo dei supplementari per stendere l’Udinese. Non si è ancora capito quale modo abbia di esultare dopo una rete perché i compagni lo fanno sempre sparire sotto una montagna di abbracci. Magari ieri pomeriggio, quando mancava un quarto d’ora scarso alle cinque, avrebbe messo il dito anche lui davanti al naso per far zittire qualcuno. In fondo ne avrebbe il motivo, gol pesanti ma mai una gara iniziata da titolare su sedici. E poi quando entra significa che la squadra è in difficoltà e serve qualcuno che la metta in porta, quindi in genere il suo ingresso avviene in un clima teso, fra fischi che riceve senza colpe. Quel gol al 92′ di ieri potrebbe avere un valore immenso sulla classifica finale, visto l’equilibrio che governa questo campionato. Julio però, anche dopo essere uscito da quella montagna umana che lo aveva sommerso, non ha mostrato il dito a nessuno.Josè invece non ha retto la tensione, un attaccante scarica in porta, un allenatore scarica su chi gli dà più fastidio. E ieri pomeriggio Mourinho s’è dato da fare parecchio, prima Sky, poi la Rai, prima un antipatico siparietto con un giornalista in studio, poi un auricolare che schizza come una tinca, ma prima ancora quel gesto diretto in tribuna del dito davanti al naso appena Morganti ha fischiato la fine di Inter-Udinese.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=304947

da LondraTre libri in quattro anni. Come premier forse non sarà un granché, ma come scrittore bisogna dire che almeno è prolifico. Certo è che saranno in parecchi in Gran Bretagna a chiedersi se il nuovo libro che Gordon Brown sta scrivendo sulla «britannicità» è una semplice opera letteraria o un più sottile tentativo di risollevare le sorti del Labour, colato a picco nei sondaggi degli ultimi sei mesi.David Cameron fa il verde e i Conservatori mettono le mani sulla poltrona del sindaco di Londra? Brown risponde con l’ennesimo volume di saggistica, che dovrebbe uscire nelle librerie nazionali a febbraio del 2009, come confermato dall’editore Bill Campbell. Il tema – non nuovo per Brown – verrà dibattuto nei vari capitoli dallo stesso autore insieme ad illustri compatrioti. E la trovata migliore del libro sta proprio nella scelta degli interlocutori con i quali il primo ministro ha deciso di confrontarsi: personaggi del mondo religioso e di quello laico, politici, scrittori, vescovi e produttori musicali.«Tutto è nato da un’idea di Gordon – ha spiegato Campbell – che ha dato al dibattito un sostanziale e personale contributo. Ha avvicinato diversi arcivescovi e rappresentanti religiosi, nonché scrittori come Ian Rankin e Sir George Martin, l’ex produttore dei Beatles. Si tratta di una lista molto ampia e il libro intende riflettere le diversità di quello che significa essere britannici oggi». Se la curiosità suscitata per il nuovo libro e un suo eventuale ingresso nelle classifiche di vendita riusciranno a ridare un po’ di smalto al povero Brown, questo rimane ancora tutto da vedere, ma lui ce la mette tutta.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=283458