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Partita strana, quella che il Genoa giocherà questo pomeriggio in Austria alle 18 contro l’Aek Atene. Di fronte ci sarà la squadra di Papastathopoulos, che, terminati i novanta minuti, saluterà la sua ex squadra per vestire la casacca rossoblù. Partita strana dicevamo, perché ieri in ritiro a Neustift è arrivato anche il diesse Rino Foschi mentre a Leogang era previsto l’arrivo di Giannis Evagellopoulos, l’agente greco del giocatore (per il mercato italiano si appoggia alla coppia Vigorelli-Musarra). Oggi invece arriverà appositamente in Austria il numero uno della società giallonera Denis Nikolaidis per definire la cessione del giocatore. I greci chiedono circa 3,8 milioni di euro ma le parti ormai sembrano molto vicine. Così questo pomeriggio dopo il match ci saranno le firme di rito. Esordio rinviato invece per Lucho Figueroa che è ancora alle prese con un affaticamento muscolare. L’attaccante a questo punto dovrebbe riprendere gli allenamenti nella seconda parte del ritiro, quella che il Genoa svolgerà dal 3 agosto ad Acqui Terme. Per la partitella di oggi in dubbio anche Di Gennaro. Mercato: Mamede e Thiago Pires sono stati ceduti al Potenza.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280275

Sarebbe a fin di bene. La mette così Silvio Berlusconi la questione delle impronte ai bambini rom: «Vogliamo favorire l’integrazione dei nomadi e prendere le impronte ai bambini ha l’obiettivo di garantire loro scuola e istruzione». Difficile altrimenti giustificare un provvedimento così «discriminatorio» e farlo proprio con il presidente della commissione Europea Jose Manuel Barroso, che ha manifestato non poche perplessità al riguardo. L’incontro è a Palazzo Chigi. Sul tavolo diversi temi: dalla questione sicurezza alla crisi Alitalia. Ma è in particolare sulla faccenda ‘impronte’ che tra l’Europarlamento e il governo italiano ci sono divergenze. Dall’Europa sono arrivate osservazioni e richieste di chiarimenti sul provvedimento, e mentre Maroni ha garantito delucidazioni al vicepresidente della Commissione Jacques Barrot «per verificare la compatibilità» delle misure adottate, il premier ha approfittato dell’occasione per «fare chiarezza». E ha reso la sua versione: «Il fatto di assumere le impronte nei campi rom deriva dalla necessità di vedere chi sono i rom che stanno in questi campi. Vogliamo esprimere la ferma volontà del governo di garantire che i bambini rom possano andare a scuola per ricevere la stessa educazione degli italiani. C’è solo una volontà positiva, quella di renderli più integrati con gli europei concedendo loro lo stesso diritto».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77174