Archiviazioni mensili: Febbraio 2009

È ancora una volta emergenza neve su Milano ma anche in tutta la Provincia. Il freddo che insiste sul capoluogo lombardo ha indotto l’assessorato ai Servizi sociali del Comune ad estendere alle prossime notti l’apertura dei tre «Punti Caldi» allestiti per i clochard. Tra questi, anche la struttura gestita dal Comitato Provinciale di Milano della Croce Rossa che dal 20 gennaio in poi è aperta nel piazzale antistante il cimitero Monumentale, che nelle ultime due settimane ha dato assistenza a oltre trecento senzatetto. In particolare, la tensostruttura riscaldata e presidiata da quattro volontari (tra di loro una infermiera volontaria, un soccorritore qualificato e un operatore de «La Cri per i clochard, il progetto che tutte le sere dell’anno assiste migliaia di senzatetto milanesi con cinque unità di strada) ha accolto nelle tredici notti di apertura del servizio, più di 305 senzatetto rifocillandoli con bevande calde e generi di conforto. Di questi, 230 hanno trascorso nella tenda tutta la notte mentre due persone con problemi di salute, sono state prontamente portate all’ospedale in ambulanza dai volontari della Croce Rossa. Sempre a Milano nella notte tra il 29 e il 30 di gennaio anche un intero nucleo famigliare composto da un uomo una donna e un bambino di 16 mesi si è rivolto al Punto caldo della Croce Rossa passando l’intera notte nella struttura». «Il freddo e la neve – commenta Alberto Bruno, presidente della Croce Rossa provinciale di Milano – praticamente non danno tregua: ma il Comitato provinciale della Croce Rossa, come sempre, scende in campo mettendo a disposizione le proprie risorse per uscire dalla situazione di emergenza non solo nell’ambito dell’assistenza ai clochard milanesi ma anche nell’assistenza agli automobilisti della Milano-Lecco, bloccati da diverse ore a causa della neve».

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La voce s’impenna nell’incredibile taglio percussivo delle frasi, si avvolge nella fluidità melodica, si eccita nel dialogo antifonale col contrabbasso…È la sintesi di «Eleanor Rigby», brano d’apertura del concerto di domenica al Blue Note di Milano del magnifico duo Petra Magoni – Ferruccio Spinetti. Sintesi anche di un grande show equamente diviso tra virtuosismo e cuore, tra tecnica e «pancia», tra emozione e colorismo. Lezione di canto e di inventiva. La Magoni ha un infinito ventaglio armonico che le permette di giocare con la melodia («Bocca di rosa» cantata a velocità ultrasonica), di plasmarla a suo piacimento ora con schietto umorismo, ora con tensione drammatica («My Funny Valentine»). Un concerto-cameo

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Roma«Ho sposato da subito il progetto, sentendolo come cosa mia. Ed ho accettato di fare la voce narrante per questo documentario intenso e commovente, dopo aver visto il dvd de Le premier cri. E voglio appoggiare questa coraggiosa operazione», dice Isabella Ferrari, che presta il proprio timbro suadente a Il primo respiro, originale docufilm di Gilles de Maistre (dal 13 nelle sale, con 10 copie), l’anno scorso al centro d’un caso cinematografico in Francia, con 140mila spettatori. Raggiunta al telefono, la brava interprete piacentina, classe 1964, non può dilungarsi a commentare le straordinarie immagini, che su scala planetaria ora presentano i diversi modi di venire al mondo. «Mi trovo in ospedale, dove assisto mio padre, che non sta bene», spiega l’attrice, incarnazione della femminilità protettiva non solo sul grande schermo (nel film Un giorno perfetto di Ozpetek, per esempio), ma anche nella vita vera, dove si cura dei figli Teresa, Nina e Giovanni. E siccome la società occidentale è incapace di affrontare la malattia, ma anche di affrontare la gravidanza (viste le foto dell’ex-ministro francese Rachida Dati, tornata al lavoro a cinque giorni dal parto, sorridente sui tacchi a spillo e contestata dalle femministe proprio per quella fretta carrierista), salutiamo con simpatia Il primo respiro, quasi un film d’azione per l’incalzante svariare degli scenari. È un giro del parto in dieci storie, in sostanza, che ha richiesto 3 anni di lavoro, 22 mesi di ricerche e 52 ecografie, eseguite sul posto da medici volanti: non è stato facile, per la troupe, filmare in diretta l’atto fisico che tutti ci affratella.

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Oggi (ore 18.30) al Pac, in via Palestro 14 (info: www.comune,milano.it/pac, 02-76009085) proseguono gli incontri del ciclo «Che cos’è l’arte contemporanea», promossi dall’assessorato alla Cultura in collaborazione con Acacia (Associazione Amici Arte Contemporanea). Assieme a Massimiliano Finazzer Flory, assessore alla Cultura, interverrà Carolyn Christov-Bakargiev, direttore artistico di «Documenta 13», Kassel (2012).

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Milano – Il botto è stato Ricardo Quaresma in prestito gratuito al Chelsea, con valigia preparata da Mourinho per il suo bene, così come ha confermato il presidente Moratti. Ma dietro si legge la manovra che i responsabili del mercato nerazzurro stanno preparando: Dieder Drogba. L’Inter comunque ha sfoltito come José aveva chiesto, via anche Dacourt al Fulham, il giovane Maaroufi va al Vicenza. I progetti del tecnico erano maggiori, sforbiciate alla rosa ma nessuno ha voluto andar via, neppure Crespo che appena saputo dell’esclusione dalla lista Uefa ha confidato di voler andare a Lourdes.

L’ultima giornata di mercato non ha dato grandi titoli, all’Atalanta sono arrivati Parravicini e dal Catania Plasmati, quello dei pantaloncini, il Palermo ha preso la punta uruguaiana Hernandez dal Penarol, il Lecce ha ceduto Boudianski al Khimki Mosca, la Reggina ha dato Tognazzi in prestito al Brescia, Gulan della Fiorentina al Monaco 1860, due giovani alla Samp, Zamblera e Soriano. Il Napoli ha ingaggiato Datolo, centrocampista del Boca Juniors per 8 milioni. Il Torino, che voleva Mozart e Panucci, ha trattato Parravicini e Lucarelli, alla fine ha preso Gasbarroni dal Genoa e ceduto Amoruso al Siena.

I veri colpi c’erano già stati, David Beckham al Milan su tutti per il felice inserimento dell’inglese che ora Adriano Galliani manovra per cercare di confermare anche dopo marzo con buone possibilità di successo. E poi il brasiliano Mattioni in prestito dal Gremio, soffiato al corteggiamento della Juventus, con l’altro brasiliano Thiago Silva dal Fluminense pagato 10 milioni ma tesserabile solamente a giugno e quindi inutilizzabile fino all’inizio della prossima stagione.

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