Archiviazioni mensili: Novembre 2008

CONCORSO n. 95Montepremi 2.064.354,56 euro3-2-3-4-1-3-2-3-3-3-3-2-2-2nessun “14” e “13”; all’unico “12” 21.608 euroai 21 “11” 1.286 euro; ai 288 “10” 112 euro

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=304972

A pochi giorni dal vertice di Washington dei Venti Paesi più industrializzati, c’è il rischio che si insinui in tutti noi la vecchia convinzione che mal comune è mezzo gaudio. Le nuove previsioni del Fondo monetario internazionale parlano, infatti, di un 2009 di recessione per tutti i Paesi avanzati. Dalla Germania (-0,8%) alla Francia (-0,5%), dalla Spagna (-0,7%) alla Gran Bretagna (-1,3%,) per finire agli Stati Uniti (-0,7%), è uno scenario inquietante nel quale l’Italia non sarebbe tra le peggiori con il suo -0,6%. Al di là di previsioni che ci sembrano, per quanto riguarda l’Italia, errate per difetto, il ragionamento in sé è profondamente sbagliato. Una cosa, infatti, è la riduzione della ricchezza prodotta nel prossimo anno in quei Paesi come la Germania e la Spagna cresciuti negli ultimi dieci anni del 2,5-3,5% annui e una cosa è la recessione in un’economia come quella italiana che nello stesso periodo è cresciuta meno della metà. Per dirla in maniera grossolana, una congiuntura sfavorevole penalizza molto di più chi è povero che non chi è ricco. I salari italiani sono da oltre 12 anni inferiori del 20% rispetto a quelli dei maggiori Paesi europei, così come l’incremento della produttività del lavoro è ai livelli più bassi tra i Paesi dell’Eurozona.
Insomma, se il cane della recessione morde, come si suol dire, allo straccione procura danni certamente maggiori di quanti ne produrrebbe se mordesse un ricco o un benestante.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=305072

MilanoJulio Cruz l’ha fatto ancora. Entra, sta lì qualche minuto sulle ginocchia, sembra sempre che gli manchino le forze per reggersi, poi all’improvviso decide la partita. Con il Lecce, 24 settembre, segna l’1-0 finale sette minuti dopo il suo ingresso, con l’Anorthosis fa il 3-3 quando era in campo da una ventina di minuti, ieri ha atteso il primo dei supplementari per stendere l’Udinese. Non si è ancora capito quale modo abbia di esultare dopo una rete perché i compagni lo fanno sempre sparire sotto una montagna di abbracci. Magari ieri pomeriggio, quando mancava un quarto d’ora scarso alle cinque, avrebbe messo il dito anche lui davanti al naso per far zittire qualcuno. In fondo ne avrebbe il motivo, gol pesanti ma mai una gara iniziata da titolare su sedici. E poi quando entra significa che la squadra è in difficoltà e serve qualcuno che la metta in porta, quindi in genere il suo ingresso avviene in un clima teso, fra fischi che riceve senza colpe. Quel gol al 92′ di ieri potrebbe avere un valore immenso sulla classifica finale, visto l’equilibrio che governa questo campionato. Julio però, anche dopo essere uscito da quella montagna umana che lo aveva sommerso, non ha mostrato il dito a nessuno.Josè invece non ha retto la tensione, un attaccante scarica in porta, un allenatore scarica su chi gli dà più fastidio. E ieri pomeriggio Mourinho s’è dato da fare parecchio, prima Sky, poi la Rai, prima un antipatico siparietto con un giornalista in studio, poi un auricolare che schizza come una tinca, ma prima ancora quel gesto diretto in tribuna del dito davanti al naso appena Morganti ha fischiato la fine di Inter-Udinese.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=304947

Barak Obama parla alla tv Usa in un messaggio da ‘quasi presidente’ e qui al Festival si applaude ‘yes we can’, Si può fare, la commedia di Giulio Manfredonia scritta con garbo e divertimento da Fabio Bonifacci (Notturno bus, Lezioni di cioccolato). La storia naturalmente non c’entra niente con le presidenziali americane e punta su un’esperienza tutta italiana (di cui andare finalmente orgogliosi). Ambientata a Milano negli anni Ottanta, racconta di una cooperativa di ‘matti’ in libertà dopo le ‘porte aperte’ della legge Basaglia. Chiusi i manicomi molti si sono organizzati in questo modo. Però c’erano psichiatri vecchio stampo (nel film Giorgio Colangeli) che utilizzavano ancora massicciamente i farmaci. E nuovi (fugace apparizione di Giuseppe Battiston) che tentavano di farne a meno. A dirigere la cooperativa in questione (ispirata alla Coop Noncello di Pordenone) arriva il sindacalista Claudio Bisio, digiuno di Basaglia ma con un approccio nuovo rispetto ai pazienti. Innanzitutto, siccome è loro socio li tratta da colleghi: «Tra lo yuppismo della Milano da bere e l’arroccamento di certa sinistra, lui trova una terza via per arrivare al mercato, portandoci dentro l’aspetto umano e il disagio» spiega lo sceneggiatore. In poche parole, motivati nel modo giusto, superando un ostacolo dopo l’altro, i matti mettono su con successo un’attività di montaggio del parquet. Non è la liberatoria evasione di Qualcuno volò sul nido del cuculo ma l’effetto è simile.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80471

Attacco americano in Siria: otto persone sono morte a causa dell’attacco sferrato da elicotteri Usa contro una località siriana al confine con l’Iraq. Il governo di Damasco ha definito l’attacco Usa un «crimine di guerra» ed ha chiarito che tutte le otto vittime sono civili.L’attacco, condotto con quattro elicotteri, è avvenuto a Sukkariyeh, nei pressi della città di Abu Kamal, a soli otto chilometri dal confine iracheno. Gli elicotteri americani hanno attaccato un edificio civile in costruzione uccidendo gli operai. L’area dell’attacco si trova nei pressi della città irachena di Qaim, considerata uno nodo di passaggio per combattenti, armi e denaro diretti in Iraq a favore della guerriglia sunnita. Gli Usa inizialmente hanno negato il loro coinvolgimento «nell’incidente in Siria», poi un responsabile americano che ha chiesto l’anonimato ha ammesso il raid, aggiungendo pure che è stato «unsuccesso» nella lotta contro i combattenti stranieri che operano in Iraq. Dura la reazione della stampa siriana che ha criticato l’amministrazione di George W. Bush. Per al Baath, organo di stampa dell’omonimo partito al potere, il presidente americano «mentre si accinge a lasciare la Casa Bianca…sembra insistere nel commettere follie politiche».Condanne per l’episodio sono arrivate anche dall’Iran e dal Libano. La Repubblica islamica, ha detto un portavoce, «condanna ogni aggressione e violazione della sovranità nazionale dei Paesi o ogni aggressione militare che porti all’uccisione di persone innocenti».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80327