Archiviazioni mensili: Ottobre 2008

Il mattoncino più celebre del mondo compie 50 anni, ma la favola del Lego inizia molto prima e affonda le radici nella Danimarca del ’32. In quell’anno Ole Kirk Christansen fonda una piccola fabbrica di giocattoli in legno che chiama Lego da una combinazione di due parole danesi, “Leg godt” che significano “giocare bene”. I primi mattoncini nascono però solo nel ’58 perché solo dal 1940 Christansen identifica nella plastica il materiale ideale. Da allora è un’escalation che accompagna la fanciullezza di tanti di noi.

In ogni stanza dove c’è un bambino compaiono i pezzettini più famosi del mondi, tutti colorati, di diverse dimensioni adatti a costruire di tutto e di più. Per i più piccini nascerà, con il passare degli anni, il Duplo, un Lego di dimensioni più grandi per evitare che i più piccini li mettano in bocca, magari ingoiandoli. Gli altri si sfogano con le costruzioni più diverse, più strane, più innovative che stimolano la fantasia e l’inventiva dei ragazzini.

Nel frattempo la Lego si evolve e va al passo con i tempi, cominciano a comparire i primi omini che arricchiscono di personaggi i paesaggi e le ambientazioni fatte a colpi di lego. E’ anche la volta di carrucole, vele eliche a guarnire e consentire la costruzione di aerei, navi e quant’altro come castelli con tanto di guerrieri medioevali con cui i bimbi animano giochi, fantasie e battaglie.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295091

Un segreto imbarazzante è in agguato nella campagne di John McCain. Non proprio scandalo, solo la curiosità malinconica che da trent’anni fa arrabbiare mogli e figli di chi non è tornato dal Vietnam. Non si sa se fucilati, morti per sfinimento o dispersi dopo un’evasione. Millecento, millecinquecento, il Pentagono prende in considerazione 51 prigionieri svaniti chissà come, sepolti chissà dove. Le carte del Pentagono sanno cosa è successo, ma nessuna informazione è arrivata alle famiglie. Documenti secretati, perché? Soprattutto: come mai quando il Congresso ha deciso all’unanimità di declassificare informazioni superate da altre tragedie, il via libera si è impantanato nella commissione del Senato presieduta da McCain il quale con determinazione «a volte violenta» ha imposto il silenzio su una guerra talmente lontana da non provocare nessun danno «alla sicurezza del Paese», come il rivale di Obama ripeteva fino a qualche anno fa.Naturalmente Hanoi non dà una mano. Per i vietnamiti tutti i prigionieri Usa sono tornati a casa. Ma mogli e figli guardano il posto vuoto a tavola. Allora, cosa è successo? Deputati democratici e repubblicani avevano chiesto al Pentagono di rispondere all’invocazione dei familiari con un provvedimento che prevedeva sanzioni pesanti per gli alti funzionari restii a collaborare. Quei famosi seppellitori dei servizi segreti, protagonisti dei racconti di Le Carré.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79452